LA CITTA’ DI CASSANO

9 10 2009

Diventare città non è come diventare cavalieri per anzianità di servizio, a fine carriera.

Diventare città è sopratutto un impegno, culturale, civile, politico, è una sfida verso un futuro che appare complesso, certamente diverso dal passato, non dal lontano passato, ma solo da ieri.

Cassano è diventata città. Come ci ha spiegato il Sindaco, ne aveva tutti i requisiti, e noi cittadini ne siamo felici.

Tuttavia qualche dubbio francamente rimane. Per esempio Cassano non ha un teatro o se preferite, un vero auditorium: quando fu proposto, ed era bello e di costo sostenibile, nessuno l’ha voluto, c’è stato chi ha preferito perdere le elezioni pur di non avere l’auditorium. Quello che ci propongono nell’area Polo della Sicurezza (chissà perché questa collocazione inconsueta) non è neanche l’ombra di un auditorium, è una modesta sala conferenze.

Queste sono carenze grosse, ma ce ne sono di piccole, tuttavia molto significative per una città culturalmente e politicamente aperta: per esempio nella nostra emeroteca l’amministrazione ha fatto mancare un giornale a diffusione nazionale come Repubblica. Una scelta culturalmente e politicamente miope di un assessore? Dicono di sì, e non si capisce quale ragionamento abbia fatto dal momento che il Sindaco non manca occasione di auspicare la collaborazione della opposizione e delle liste civiche. Si prendono il gusto di una meschina ripicca, levano il giornale radical chic, secondo la loro trita definizione, e si alienano definitivamente le simpatie dei liberal, radical ecc non chic che vivono nella città di Cassano. Operazione astuta e intelligente. Complimenti.


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