
Ho conosciuto Silvio Villa una quindicina d’anni fa. Immediatamente mi propose di associarmi all’ANPI, con la qualifica ANTIFASCISTA. Poco dopo mi promosse segretario. Ma faceva tutto lui.
A Natale mi invitava a vedere il grande Presepe animato che preparava per i suoi figli e per i suoi nipoti, orgoglioso di un lavoro che lo teneva occupato per mesi. Un presepe che occupava l’intera stanza da pranzo!
Ho partecipato con lui alle assemblee provinciali dell’ANPI a Milano, dove era riverito come un importante esponente.
In quegli anni mi parlava di una riedizione di un libro INTERNATO N. che aveva scritto nel 1975 e che era stato stampato in proprio, ciclostilato.
Essendo un esperto di grafica, mi proposi di curarne una edizione “libro” ed insieme a Lino Pelanda, Pasquale Mantegazza e il sostegno economico dell’ARCI, realizzammo una stampa ben curata per porlo all’attenzione di un pubblico più vasto.
Nelle assemblee dell’ANPI installavamo un banchetto di vendita e i libri venivano acquistati da molti convegnisti.
Successivamente decise di pubblicarne un altro dal titolo LA MEMORIA PRESENTE e da Assessore alla Cultura, con il consenso di buona parte di cittadini anche politicamente avversi alle sue idee politiche, ne proposi la pubblicazione.
Il libro con la collaborazione di un giornalista professionista, Guido Tedoldi, fu editato dall’Amministrazione Comunale e venne ufficialmente presentato durante una giornata dedicata alla Memoria e al 25 aprile.
Silvio fu molto felice: era la prima volta che otteneva un riconoscimento ufficiale dalle Istituzioni, dopo anni di impegno sociale per difendere i valori della Costituzione Italiana nel rappresentare quella parte della storia legata all’antifascismo.
Silvio, nonostante la nostra sincera amicizia, era molto rispettoso del mio ruolo di Assessore, ruolo che anche lui aveva ricoperto negli anni ‘70.
Io lo rispettavo nello stesso modo perchè Silvio era una persona perbene, onesta e leale.
Era un vero democratico, coerente e solido nei suoi principi morali, rispettoso delle idee di tutti e infine, non ultimo, amante davvero della sua Cassano!
Credo che non lo dimenticheremo facilmente.
Augusto de Stasio

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