Pare che la frittata sia fatta, il megaquartiere fortissimamente voluto dalla nostra amministrazione, il quartiere che porterà alle casse comunali un po’ di soldi per tentare di ricuperare quelli sperperati in iniziative discutibili, molto discutibili, il quartiere ex Veca si farà.
Quattro o cinquecento abitanti in più, con tutte le loro esigenze, di riscaldarsi, di prepararsi il cibo, di lavarsi la biancheria, di scaricare i loro reflui, umani e tecnologici.
Ci si è giustamente preoccupati dell’impatto sui servizi, che già sono scarsi in zona, sulle scuole e sugli asili, sulla assistenza agli anziani (ce ne saranno pure).
Ma nessuno si è preoccupato dell’impatto ambientale, del fatto che in ultima analisi, teleriscaldamento o no, si brucerà un po’ più di metano (sempre che l’Ucraina ce lo consenta), si contribuirà nel nostro piccolo all’effetto serra e allo sbilancio energetico che affligge il nostro paese.
Non ci risulta che la nostra amministrazione abbia in qualche modo fatto riferimento a questo importante effetto dell’entusiasmo edificatorio.
Non sarebbe il caso che la nostra sagace amministrazione, con una mossa intelligente e all’avanguardia imponga ai costruttori di questo quartiere la progettazione di “case passive”?
Per chi non lo sapesse sono case costruite in modo da non richiedere praticamente il riscaldamento invernale (con ovvi vantaggi anche d’estate). E non si creda che la cosa non sia fattibile anche alle nostre latitudini: se noi siamo vicini al 45° parallelo, Darmstadt è vicina al 50° parallelo, ben più a nord di noi.
Costano un po’ di più, è vero, ma la differenza è contenibile al di sotto del 10 % ( a Darmstadt tra il 5 e il 7 %), un valore che, in termini assoluti, è ricuperabile in pochi anni di esercizio.
Una bella sfida, tecnologica ed ecologica, ma non una avventura perché la tecnologia esiste ed è ormai largamente sperimentata.
Vogliamo tentare di fare della nostra città un esempio di lungimirante amministrazione?
Vogliamo destare l’interesse delle persone intelligenti e fare che Cassano diventi meta di un nuovo turismo ?
Si consideri che la nostra civiltà è bella e comoda, ma è anche la civiltà degli sprechi ed è dalla economia energetica che si deve partire se vogliamo salvare il salvabile e qualcuno deve pure incominciare: quale splendida occasione!
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