CASE PASSIVE

9 01 2009


Pare che la frittata sia fatta, il megaquartiere fortissimamente voluto dalla nostra amministrazione, il quartiere che porterà alle casse comunali un po’ di soldi per tentare di ricuperare quelli sperperati in iniziative discutibili, molto discutibili, il quartiere ex Veca si farà.
Quattro o cinquecento abitanti in più, con tutte le loro esigenze, di riscaldarsi, di prepararsi il cibo, di lavarsi la biancheria, di scaricare i loro reflui, umani e tecnologici.
Ci si è giustamente preoccupati dell’impatto sui servizi, che già sono scarsi in zona, sulle scuole e sugli asili, sulla assistenza agli anziani (ce ne saranno pure).
Ma nessuno si è preoccupato dell’impatto ambientale, del fatto che in ultima analisi, teleriscaldamento o no, si brucerà un po’ più di metano (sempre che l’Ucraina ce lo consenta), si contribuirà nel nostro piccolo all’effetto serra e allo sbilancio energetico che affligge il nostro paese.
Non ci risulta che la nostra amministrazione abbia in qualche modo fatto riferimento a questo importante effetto dell’entusiasmo edificatorio.
Non sarebbe il caso che la nostra sagace amministrazione, con una mossa intelligente e all’avanguardia imponga ai costruttori di questo quartiere la progettazione di “case passive”?
Per chi non lo sapesse sono case costruite in modo da non richiedere praticamente il riscaldamento invernale (con ovvi vantaggi anche d’estate). E non si creda che la cosa non sia fattibile anche alle nostre latitudini: se noi siamo vicini al 45° parallelo, Darmstadt è vicina al 50° parallelo, ben più a nord di noi.
Costano un po’ di più, è vero, ma la differenza è contenibile al di sotto del 10 % ( a Darmstadt tra il 5 e il 7 %), un valore che, in termini assoluti, è ricuperabile in pochi anni di esercizio.
Una bella sfida, tecnologica ed ecologica, ma non una avventura perché la tecnologia esiste ed è ormai largamente sperimentata.
Vogliamo tentare di fare della nostra città un esempio di lungimirante amministrazione?
Vogliamo destare l’interesse delle persone intelligenti e fare che Cassano diventi meta di un nuovo turismo ?
Si consideri che la nostra civiltà è bella e comoda, ma è anche la civiltà degli sprechi ed è dalla economia energetica che si deve partire se vogliamo salvare il salvabile e qualcuno deve pure incominciare: quale splendida occasione!





Le nuove villette

3 01 2009

ex-veca
La decisione di realizzare nuovi insediamenti abitativi di una certa rilevanza si pone all’attenzione di tutti e, aldilà della discussione politica e del rapporto con la minoranza, saranno i cittadini a giudicarla.
In mancanza di una corretta pianificazione urbanistica e di una capacità di elaborare un bilancio amministrativo moderno, si cercano soluzioni e fondi per sanare i buchi di un bilancio evidentemente gestito male.
In questo caso i soldi dei costruttori per l’urbanizzazione, risolvono il problema velocemente.
Certo i soldi fanno gola ma che dire?
Visto che tengono tanto al passato, senza voler a tutti i costi realizzare nuove costruzioni, non sarebbe stato opportuno prendere in esame altre importanti iniziative come, ad esempio, il restauro o il progetto del linificio, una importante architettura industriale già esistente, bisognosa di cure e restauri per la memoria storica di Cassano d’Adda?.





BILANCIO 2008

3 01 2009


Cari cittadini,
nel precedente numero di questo foglio ci siamo soffermati sulla maleducazione e l’arroganza dei consiglieri di maggioranza in consiglio comunale.
Ma qual’era il motivo del contendere?
Era l’approvazione di una urbanizzazione in via di Vona, nell’area ex Veca, ex Harry, di un’insediamento costruttivo di circa 120 appartamenti con palazzi alti fino a 5 piani, per un totale di 400 nuovi abitanti.
In questa occasione non entriamo nel merito ma teniamo a far notare ai cittadini che dopo circa tre anni dall’insediamento di questa Amministrazione, questo è stato il primo atto importante approvato.
Finora si sono basati su decisioni ed iniziative precedenti, hanno fatto inaugurazioni,
si sono lamentati della precedente amministrazione, hanno fatto annunci di nuovi edifici e di “scavi faraonici”, hanno installato telecamerine sui semafori, eseguito manutenzioni di ordinaria gestione e anche di scarsa qualità, organizzato iniziative da luna-park, ma nulla di particolarmente interessante per la crescita o la qualità di questa cittadina.
Questo è in effetti il primo atto di una certa rilevanza approvato in tutta fretta per una pura operazione economica:
ottenere dall’impresa costruttrice i soldi dell’urbanizzazione per poter sanare, entro l’anno, il bilancio comunale 2008.