Nella seduta del 17 dicembre 2008 l’aula consigliare era presidiata da ben quattro vigili urbani, anzi poliziotti municipali, e tra questi il comandante.
Uno si chiede: erano lì per fronteggiare possibili sommosse da parte del pubblico o erano lì per paura che qualche consigliere desse in escandescenze?
Per la verità il pubblico era composto prevalentemente da distinte persone ultracinquantenni che non sembravano nascondere sotto gli abiti strumenti per offendere e non manifestavano atteggiamenti aggressivi. Insomma non il tipo di gente da saltare la transenna e buttarsi sui consiglieri.
Curiosa amministrazione la nostra, piena di paure, paura delle bellicose tribù senegalesi, paura perfino dei cittadini che si permettono di intervenire a un consiglio comunale che li riguarda.
Orazio in una celebre ode ha scritto che “chi vive onestamente e senza violenze non ha bisogno di lance, di archi o di faretre gonfie di frecce avvelenate”. Può andare dove vuole, affrontare qualunque insidia, armato solo della sua innocenza.
Chissà perché sono così sospettosi, così paurosi.
a Treviglio in occasione del cambio di orario dei treni a gennaio c’erano polizia e carabinieri alla stazione, per sorvegliare i pericolosissimi pendolari arrabbiati per i disservizi delle ferrovie…