UN RICORDO STORICO (FORSE NON INUTILE PER LE GIOVANI GENERAZIONI)

20 12 2008


“Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”
Chi l’ha detto?
Benito Mussolini, il 16 novembre 1922, nell’aula di Montecitorio, forse ancora oggi sorda e grigia.
Era una affermazione ad effetto, voleva solo dire: se siete qui è perché io ve lo consento, ma non fate scherzi, qui comando io.
Tre agenti della Polizia Municipale al comando del loro capo (la cui espressione paciosa ce lo rende per fortuna spontaneamente simpatico) non si sono mai visti nell’aula non grigia, ma un po’ sorda del nostro consiglio comunale.
Una ostentazione di forza e di potere rivolta al pubblico presente, composto come tutti sanno da un pugno di facinorosi pronti a tutto per imporre la propria criminale volontà al potere legalmente costituito.
Un monito: la vostra presenza è tollerata, ma state attenti a quello che fate.

Non esageriamo, non paragoniamo il sindaco di Cassano (o chi per esso) all’uomo simbolo delle dittature del XX secolo.
Per chi non l’avesse capito è solo un tentativo di fare un po’ di humour su un argomento che umoristico non è.
Vogliamo solo esprimere la speranza che i cittadini di Cassano, e per cittadini intendiamo quelli che hanno coscienza che le istituzioni sono al servizio del cittadino e non viceversa, non dimentichino quanto è accaduto nella sera del 17 dicembre 2008.





LE STRANE PAURE DEGLI AMMINISTRATORI COMUNALI

20 12 2008


Nella seduta del 17 dicembre 2008 l’aula consigliare era presidiata da ben quattro vigili urbani, anzi poliziotti municipali, e tra questi il comandante.
Uno si chiede: erano lì per fronteggiare possibili sommosse da parte del pubblico o erano lì per paura che qualche consigliere desse in escandescenze?
Per la verità il pubblico era composto prevalentemente da distinte persone ultracinquantenni che non sembravano nascondere sotto gli abiti strumenti per offendere e non manifestavano atteggiamenti aggressivi. Insomma non il tipo di gente da saltare la transenna e buttarsi sui consiglieri.
Curiosa amministrazione la nostra, piena di paure, paura delle bellicose tribù senegalesi, paura perfino dei cittadini che si permettono di intervenire a un consiglio comunale che li riguarda.
Orazio in una celebre ode ha scritto che “chi vive onestamente e senza violenze non ha bisogno di lance, di archi o di faretre gonfie di frecce avvelenate”. Può andare dove vuole, affrontare qualunque insidia, armato solo della sua innocenza.
Chissà perché sono così sospettosi, così paurosi.





UN CONSIGLIO

20 12 2008


Cari cittadini,
la sera del 17 dicembre 2008 si è consumato un rito democratico molto istruttivo per le giovani generazioni.
Abbiamo visto i consiglieri comunali di maggioranza leggere ostentatamente un giornaletto che evidentemente si erano portati da casa, nella assoluta indifferenza del Presidente del Consiglio Comunale, che avrebbe avuto il potere e il dovere di richiamarli al rispetto delle istituzioni.
Il fatto è che leggevano quando i consiglieri di minoranza esponevano le loro ragioni in merito a un argomento di
notevole rilevanza urbanistica.
Il significato era chiaro: l’opposizione non serve e non conta, noi abbiamo il potere e intendiamo esercitarlo senza
rispettare obsolete forme di convivenza civile e di democrazia, parlino pure fin che vogliono, si perde solo del tempo.
Così il cittadino apprende preziose verità:
l’aula consigliare non è il tempio della democrazia, come veniva aulicamente definita, è invece lo show-room
della maleducazione che va dal casual dell’abbigliamento (definirlo casual è un atto di cortesia) al frenetico andirivieni ( problemi di incontinenza?), alla ostentata lettura dei giornali.
Insomma un “club” dove passare qualche ora, per salvare la faccia della democrazia.

L’educazione
Si fa un gran parlare della mancanza di educazione civica da parte di molti cittadini che sporcano, parlano ad alta voce, non rispettano i vicini, e altro ancora.
L’episodio accaduto in consiglio comunale sta a dimostrare che l’esempio viene dall’alto e come si dice “il pesce puzza dalla testa.”
Se nella massima assemblea di un Comune, i massimi rappresentanti della comunità si comportano in questo modo,
dobbiamo dedurre che costoro si comportano così anche nella loro vita civile, così nelle loro case, esempio edificante per i loro figli e i loro amici.
In realtà dopo costoro si lamentano degli altri, magari degli immigrati, hanno paura di tutto e si mettono al sicuro spendendo cifre colossali per mettere telecamere dappertutto, per poter controllare i trasgressori e i maleducati!
Una proposta sarebbe mettere le telecamere in consiglio comunale. Che ne dite?