Abbiamo aperto una sezione dedicata al “passato”, pubblicheremo quando riusciamo a trovare sulla Storia locale.
Qualsiasi contributo è benvenuto.
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Spiace ritornare su un episodio che sarebbe caritatevole dimenticare, ma ci sono alcune considerazioni che vanno fatte.
La prima è che il nostro comune ha vinto l’oro della intolleranza se dobbiamo giudicare dalla cronaca delle feste, etniche e non, registrate da televisione, radio, giornali, in tutto il mondo nel giorno di ferragosto.
Tra le altre ho visto in televisione quella dei tailandesi in un parco di Berlino, dove l’amministrazione fornisce addiritura cartelli bilingui tedesco-tailandese con le consuete indicazioni relative all’ordine e pulizia dei luoghi pubblici: sembrava veramente un tipico mercatino di Bangkog. Quando se ne vanno ripuliscono, e se avanza qualcosa, come è fatale in tutte le riunioni di molte persone, si provvede senza fare tanto chiasso.
In nessuna di queste feste si è mai verificato neanche l’ombra di quello che accade in un qualunque stadio di calcio nostrano.
La seconda considerazione riguarda l’uso della forza pubblica. A vedere lo schieramento di carabinieri, polizia municipale, protezione civile, tutti messi a fare la guardia al nulla, il cittadino si chiedeva dove mai fossero i gravi problemi di ordine pubblico che hanno giustificato l’impiego dell’esercito per le strade.
Evidentemente viviamo in una isola felice dove tutti i nostri tutori dell’ordine possono essere mandati tranquillamente al fiume per una intera giornata, purtroppo piuttosto piovosa.
Il fatto è che le forze dell’ordine sono al servizio del cittadino, il quale paga questo servizio con le tasse, non sono al servizio delle fantasie delle amministrazioni. E si spera che chi comanda queste benemerite forze dell’ordine ripensi a quanto accaduto a Cassano il 15 agosto 2008.
L’ultima considerazione è di natura etica, e mi scuso se l’argomento è fuori moda.
Per i latini pietas era il sentimento del dovere verso il prossimo, verso Dio, verso i defunti e così via. E’ un termine che esprime molto bene quello che dovrebbe essere il sentimento di un uomo verso un altro uomo, qualunque altro uomo.
Non serve sbandierare simboli politici o religiosi, questi sono strumenti da imbonitore, serve solo un po’ di pietas.
La vera storia della Giornata.
Scaricate pure il documento (PDF) e …. ne vedrete delle belle.
Oppure per visualizzarlo online :
http://pdfmenot.com/view/http://pdfmenot.com/store_local/4e976be3f0aaa5f3f57305d0dbb24f90.pdf
MILANO – Le spiagge dell’ Adda, d’ estate, sono frequentate ogni pomeriggio da centinaia di bagnanti, per lo più milanesi e bergamaschi con scarse ferie.
Ma quest’ anno, a Ferragosto, il greto sul fiume in località Groppello, comune di Cassano D’ Adda, sarà off limits.
Il sindaco del piccolo centro alle porte di Milano ha firmato per quel giorno un’ ordinanza che vieta «per motivi di ordine e sicurezza pubblica in modo assoluto l’ accesso e la permanenza dalle 7 alle 24» a quell’ unica spiaggia.
I più delusi sono le centinaia di africani che, come ogni anno, erano in arrivo da mezza Lombardia per festeggiare sull’ Adda il giorno più caldo dell’ anno. «Non sono un “sindaco sceriffo” – mette le mani avanti Edoardo Sala, eletto due anni fa nelle liste di Forza Italia – Il mio è un provvedimento adottato a tutela della sicurezza del territorio, ma anche di questi immigrati, che arrivano al “Pignone” in grande numero, facendo grande confusione, rischiando di annegare e suscitando le lamentele dei cittadini».
Le proteste delle comunità africane che organizzano da oltre un decennio la grande kermesse sulle rive dell’ Adda si sono unite a quelle del centro sinistra, che per bocca del consigliere comunale Roberto Maviglia chiede: «Come mai il sindaco di preoccupa di tutelare il territorio solo a Ferragosto, lasciandolo nell’ incuria e nel degrado totale per il resto dell’ anno? Il vero scopo vero di questa ordinanza sembra quello di vietare il ritrovo degli africani in quel punto del fiume».
I quali africani non si sono certo dati per vinti, nonostante tutte le spiegazioni fornite dal sindaco Sala.
I leader delle associazioni che organizzano la festa, si sono rivolti al sindaco di Fara Gera D’ Adda, a cui fa capo la spiaggia di fronte a quella vietata, comune della bergamasca.
E lì hanno trovato le porte aperte: «La nostra spiaggia è assai più piccola di quella di Cassano. Ma per quanto mi riguarda non ci sono problemi. Non farò un’ ordinanza come quella del collega – spiega Valerio Piazzalunga, che guida una giunta di centrosinistra – Le spiagge esistono per essere usate, sarebbe illogico vietare alle persone l’ accesso una volta che si mettono tavolini e spazi per il barbecue».
Sembra a questo punto che la “festa dei senegalesi”, come la chiamano sul posto, migri quest’ anno sull’ altra sponda. Ma l’ aspetto un po’ comico della vicenda è che le due rive sono collegate da una passerella pedonale, accessibile da ciascuna delle due spiagge.
«Mi chiedo come il sindaco di Cassano vorrà far rispettare il divieto di accesso alla sua spiaggia», si interroga il sindaco di Fara D’ Adda. Il sindaco dirimpettaio replica per nulla divertito: «La mia è una scelta di buon senso, per la stessa incolumità degli immigrati. Mi auguro che nessuno voglia tentare il colpo di mano: farò valere la mia ordinanza». – ZITA DAZZI
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ANCHE LA STAMPA NAZIONALE SI OCCUPA DI CASSANO.
ASTUTA MOSSA DI PROMOZIONE TURISTICA DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE.
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