E’ MORTO SILVIO.

5 07 2009

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Ho conosciuto Silvio Villa una quindicina d’anni fa. Immediatamente mi propose di associarmi all’ANPI, con la qualifica ANTIFASCISTA. Poco dopo mi promosse segretario. Ma faceva tutto lui.
A Natale mi invitava a vedere il grande Presepe animato che preparava per i suoi figli e per i suoi nipoti, orgoglioso di un lavoro che lo teneva occupato per mesi. Un presepe che occupava l’intera stanza da pranzo!

Ho partecipato con lui alle assemblee provinciali dell’ANPI a Milano, dove era riverito come un importante esponente.
In quegli anni mi parlava di una riedizione di un libro INTERNATO N. che aveva scritto nel 1975 e che era stato stampato in proprio, ciclostilato.
Essendo un esperto di grafica, mi proposi di curarne una edizione “libro” ed insieme a Lino Pelanda, Pasquale Mantegazza e il sostegno economico dell’ARCI, realizzammo una stampa ben curata per porlo all’attenzione di un pubblico più vasto.
Nelle assemblee dell’ANPI installavamo un banchetto di vendita e i libri venivano acquistati da molti convegnisti.

Successivamente decise di pubblicarne un altro dal titolo LA MEMORIA PRESENTE e da Assessore alla Cultura, con il consenso di buona parte di cittadini anche politicamente avversi alle sue idee politiche, ne proposi la pubblicazione.
Il libro con la collaborazione di un giornalista professionista, Guido Tedoldi, fu editato dall’Amministrazione Comunale e venne ufficialmente presentato durante una giornata dedicata alla Memoria e al 25 aprile.

Silvio fu molto felice: era la prima volta che otteneva un riconoscimento ufficiale dalle Istituzioni, dopo anni di impegno sociale per difendere i valori della Costituzione Italiana nel rappresentare quella parte della storia legata all’antifascismo.
Silvio, nonostante la nostra sincera amicizia, era molto rispettoso del mio ruolo di Assessore, ruolo che anche lui aveva ricoperto negli anni ‘70.
Io lo rispettavo nello stesso modo perchè Silvio era una persona perbene, onesta e leale.
Era un vero democratico, coerente e solido nei suoi principi morali, rispettoso delle idee di tutti e infine, non ultimo, amante davvero della sua Cassano!
Credo che non lo dimenticheremo facilmente.

Augusto de Stasio





UNA VIA PER SILVIO

5 07 2009

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Quante strade portano nomi di personaggi che non conosciamo; sono quasi sempre persone che hanno ben meritato nella memoria dei contemporanei, che i contemporanei hanno voluto ricordare.

Tuttavia è giusto il ricordo, è giusto che i contemporanei vogliano lasciare una traccia delle persone che per loro hanno rappresentato qualcosa.

Noi vogliamo, vorremmo, una via col nome di Silvio Villa.

Non è stato un eroe, non è stato un grande scrittore, è stato uno di noi che però, a differenza di molti di noi, ha mantenuto diritta la sua strada, è passato attraverso le bufere del nostro tempo senza perdere la bussola.

E’ restato in un campo di sterminio nazista piuttosto che servire la repubblica di Salò, tornato in Patria ha continuato con lo stesso spirito a testimoniare la sua fede nella libertà e nella democrazia, fino agli ultimi giorni.

Pensiamo che si meriti una via nella sua città.





POLO DELLA SICUREZZA

28 03 2009

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Cari Cittadini,
l’esempio riportato sotto dimostra come si è abituati a far gareggiare gli studi professionali per le opere pubbliche nel nostro paese!
E’ un metodo caro alla vecchia abitudine di voler favorire gli amici degli amici, senza garantire un rapporto di parità tra coloro che hanno adeguata e maggiore esperienza di progettazione.
Al di là della miope scelta politica, uno studio professionale avrebbe “consigliato” ai nostri amministratori l’assurda incompatibilità di costruire un “Auditorium” in un luogo ove alloggeranno le forze di polizia o i centri di assistenza medica o sociale.
L’Auditorium è un luogo di incontro collettivo, un luogo pubblico per attività culturali che richiede una progettazione di spazi ben diversi: palco, camerini, illuminazione, acustica debbono essere adeguati e progettati da esperti perchè è rivolto alla professionalità degli operatori e al godimento dei cittadini. E non ultimi i parcheggi.
Inoltre il costo.
Sapete quanto è costata la progettazione di un’opera con un vero Auditorium (quello della scorsa amministrazione) con spazi dedicati a scuole di musica, pittura, banda, ecc, ossia per tuttele funzioni artistiche locali e in più, di dimensioni triple?
€ 129.000 contro € 182.000 di quello attuale proposto!
Pensateci.





UNA GARA “CALDA” – IL POLO DELLA SICUREZZA

3 03 2009


L’8 agosto 2008, quando la calura estiva e la consuetudine inducono cittadini, studi professionali e aziende a sospendere o rallentare l’attività o quantomeno a programmarne la sospensione, i nostri intrepidi amministratori lanciano un bando di gara per la “progettazione definitiva ed esecutiva delle opere di realizzazione del polo della sicurezza e auditorium”.
L’espressione è un po’ ridondante, ma in fondo è chiaro che si tratta dell’avvio dell’opera pubblica che dovrebbe caratterizzare l’operato della presente amministrazione, dal momento che tutte le opere in corso (tangenziale, biblioteca, palazzo Cornaggia-Medici) erano state decise ed avviate dalla precedente.
Le offerte devono essere presentate entro le 12.30 del 4 settembre 2008.
Una vera corsa contro il tempo per i poveri offerenti, salvo che qualcuno, per puro caso, abbia già qualcosa di pronto nel cassetto, come talvolta capita.
Comunque alla scadenza quattro imprese presentano le offerte e, dopo l’adeguamento di quelle incomplete, si arriva alla aggiudicazione che vede favorito uno studio di Milano sulla base di parametri che riguardano la professionalità e qualità dell’offerta, la riduzione del prezzo e la riduzione dei tempi.
In realtà questo studio è, tra i concorrenti, quello che ha il punteggio più basso sulla riduzione del prezzo e dei tempi, mentre ha il punteggio nettamente più alto sulla professionalità e qualità dell’offerta, parametri che non possono prescindere da una certa discrezionalità di giudizio, a differenza dei “numeri” che indiscutibilmente caratterizzano il prezzo e i tempi.
Risultato è che il 12 di settembre lo studio milanese si aggiudica la fornitura col punteggio più alto, ma anche col prezzo più alto.
Il 13 novembre 2008 la Giunta affida allo stesso una rielaborazione del progetto per renderlo più funzionale ed il 23 novembre 2008 viene approvata l’integrazione di incarico per l’importo aggiuntivo di € 20.000 che sommati all’ordine base di € 162.862 portano il totale dell’ordine a
€ 182.862 assai prossimo alla base d’asta che era di € 186.128
A questo punto forse gli altri concorrenti si mordono le mani.
Non è certo questa la sede per verificare la legittimità della procedura, ma l’esame attento delle carte lascia insoddisfatti e non è bene che i cittadini rimangano insoddisfatti perché in fondo sempre soldi loro sono.





CASE PASSIVE

9 01 2009


Pare che la frittata sia fatta, il megaquartiere fortissimamente voluto dalla nostra amministrazione, il quartiere che porterà alle casse comunali un po’ di soldi per tentare di ricuperare quelli sperperati in iniziative discutibili, molto discutibili, il quartiere ex Veca si farà.
Quattro o cinquecento abitanti in più, con tutte le loro esigenze, di riscaldarsi, di prepararsi il cibo, di lavarsi la biancheria, di scaricare i loro reflui, umani e tecnologici.
Ci si è giustamente preoccupati dell’impatto sui servizi, che già sono scarsi in zona, sulle scuole e sugli asili, sulla assistenza agli anziani (ce ne saranno pure).
Ma nessuno si è preoccupato dell’impatto ambientale, del fatto che in ultima analisi, teleriscaldamento o no, si brucerà un po’ più di metano (sempre che l’Ucraina ce lo consenta), si contribuirà nel nostro piccolo all’effetto serra e allo sbilancio energetico che affligge il nostro paese.
Non ci risulta che la nostra amministrazione abbia in qualche modo fatto riferimento a questo importante effetto dell’entusiasmo edificatorio.
Non sarebbe il caso che la nostra sagace amministrazione, con una mossa intelligente e all’avanguardia imponga ai costruttori di questo quartiere la progettazione di “case passive”?
Per chi non lo sapesse sono case costruite in modo da non richiedere praticamente il riscaldamento invernale (con ovvi vantaggi anche d’estate). E non si creda che la cosa non sia fattibile anche alle nostre latitudini: se noi siamo vicini al 45° parallelo, Darmstadt è vicina al 50° parallelo, ben più a nord di noi.
Costano un po’ di più, è vero, ma la differenza è contenibile al di sotto del 10 % ( a Darmstadt tra il 5 e il 7 %), un valore che, in termini assoluti, è ricuperabile in pochi anni di esercizio.
Una bella sfida, tecnologica ed ecologica, ma non una avventura perché la tecnologia esiste ed è ormai largamente sperimentata.
Vogliamo tentare di fare della nostra città un esempio di lungimirante amministrazione?
Vogliamo destare l’interesse delle persone intelligenti e fare che Cassano diventi meta di un nuovo turismo ?
Si consideri che la nostra civiltà è bella e comoda, ma è anche la civiltà degli sprechi ed è dalla economia energetica che si deve partire se vogliamo salvare il salvabile e qualcuno deve pure incominciare: quale splendida occasione!





Le nuove villette

3 01 2009

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La decisione di realizzare nuovi insediamenti abitativi di una certa rilevanza si pone all’attenzione di tutti e, aldilà della discussione politica e del rapporto con la minoranza, saranno i cittadini a giudicarla.
In mancanza di una corretta pianificazione urbanistica e di una capacità di elaborare un bilancio amministrativo moderno, si cercano soluzioni e fondi per sanare i buchi di un bilancio evidentemente gestito male.
In questo caso i soldi dei costruttori per l’urbanizzazione, risolvono il problema velocemente.
Certo i soldi fanno gola ma che dire?
Visto che tengono tanto al passato, senza voler a tutti i costi realizzare nuove costruzioni, non sarebbe stato opportuno prendere in esame altre importanti iniziative come, ad esempio, il restauro o il progetto del linificio, una importante architettura industriale già esistente, bisognosa di cure e restauri per la memoria storica di Cassano d’Adda?.





BILANCIO 2008

3 01 2009


Cari cittadini,
nel precedente numero di questo foglio ci siamo soffermati sulla maleducazione e l’arroganza dei consiglieri di maggioranza in consiglio comunale.
Ma qual’era il motivo del contendere?
Era l’approvazione di una urbanizzazione in via di Vona, nell’area ex Veca, ex Harry, di un’insediamento costruttivo di circa 120 appartamenti con palazzi alti fino a 5 piani, per un totale di 400 nuovi abitanti.
In questa occasione non entriamo nel merito ma teniamo a far notare ai cittadini che dopo circa tre anni dall’insediamento di questa Amministrazione, questo è stato il primo atto importante approvato.
Finora si sono basati su decisioni ed iniziative precedenti, hanno fatto inaugurazioni,
si sono lamentati della precedente amministrazione, hanno fatto annunci di nuovi edifici e di “scavi faraonici”, hanno installato telecamerine sui semafori, eseguito manutenzioni di ordinaria gestione e anche di scarsa qualità, organizzato iniziative da luna-park, ma nulla di particolarmente interessante per la crescita o la qualità di questa cittadina.
Questo è in effetti il primo atto di una certa rilevanza approvato in tutta fretta per una pura operazione economica:
ottenere dall’impresa costruttrice i soldi dell’urbanizzazione per poter sanare, entro l’anno, il bilancio comunale 2008.





UN RICORDO STORICO (FORSE NON INUTILE PER LE GIOVANI GENERAZIONI)

20 12 2008


“Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”
Chi l’ha detto?
Benito Mussolini, il 16 novembre 1922, nell’aula di Montecitorio, forse ancora oggi sorda e grigia.
Era una affermazione ad effetto, voleva solo dire: se siete qui è perché io ve lo consento, ma non fate scherzi, qui comando io.
Tre agenti della Polizia Municipale al comando del loro capo (la cui espressione paciosa ce lo rende per fortuna spontaneamente simpatico) non si sono mai visti nell’aula non grigia, ma un po’ sorda del nostro consiglio comunale.
Una ostentazione di forza e di potere rivolta al pubblico presente, composto come tutti sanno da un pugno di facinorosi pronti a tutto per imporre la propria criminale volontà al potere legalmente costituito.
Un monito: la vostra presenza è tollerata, ma state attenti a quello che fate.

Non esageriamo, non paragoniamo il sindaco di Cassano (o chi per esso) all’uomo simbolo delle dittature del XX secolo.
Per chi non l’avesse capito è solo un tentativo di fare un po’ di humour su un argomento che umoristico non è.
Vogliamo solo esprimere la speranza che i cittadini di Cassano, e per cittadini intendiamo quelli che hanno coscienza che le istituzioni sono al servizio del cittadino e non viceversa, non dimentichino quanto è accaduto nella sera del 17 dicembre 2008.





LE STRANE PAURE DEGLI AMMINISTRATORI COMUNALI

20 12 2008


Nella seduta del 17 dicembre 2008 l’aula consigliare era presidiata da ben quattro vigili urbani, anzi poliziotti municipali, e tra questi il comandante.
Uno si chiede: erano lì per fronteggiare possibili sommosse da parte del pubblico o erano lì per paura che qualche consigliere desse in escandescenze?
Per la verità il pubblico era composto prevalentemente da distinte persone ultracinquantenni che non sembravano nascondere sotto gli abiti strumenti per offendere e non manifestavano atteggiamenti aggressivi. Insomma non il tipo di gente da saltare la transenna e buttarsi sui consiglieri.
Curiosa amministrazione la nostra, piena di paure, paura delle bellicose tribù senegalesi, paura perfino dei cittadini che si permettono di intervenire a un consiglio comunale che li riguarda.
Orazio in una celebre ode ha scritto che “chi vive onestamente e senza violenze non ha bisogno di lance, di archi o di faretre gonfie di frecce avvelenate”. Può andare dove vuole, affrontare qualunque insidia, armato solo della sua innocenza.
Chissà perché sono così sospettosi, così paurosi.





UN CONSIGLIO

20 12 2008


Cari cittadini,
la sera del 17 dicembre 2008 si è consumato un rito democratico molto istruttivo per le giovani generazioni.
Abbiamo visto i consiglieri comunali di maggioranza leggere ostentatamente un giornaletto che evidentemente si erano portati da casa, nella assoluta indifferenza del Presidente del Consiglio Comunale, che avrebbe avuto il potere e il dovere di richiamarli al rispetto delle istituzioni.
Il fatto è che leggevano quando i consiglieri di minoranza esponevano le loro ragioni in merito a un argomento di
notevole rilevanza urbanistica.
Il significato era chiaro: l’opposizione non serve e non conta, noi abbiamo il potere e intendiamo esercitarlo senza
rispettare obsolete forme di convivenza civile e di democrazia, parlino pure fin che vogliono, si perde solo del tempo.
Così il cittadino apprende preziose verità:
l’aula consigliare non è il tempio della democrazia, come veniva aulicamente definita, è invece lo show-room
della maleducazione che va dal casual dell’abbigliamento (definirlo casual è un atto di cortesia) al frenetico andirivieni ( problemi di incontinenza?), alla ostentata lettura dei giornali.
Insomma un “club” dove passare qualche ora, per salvare la faccia della democrazia.

L’educazione
Si fa un gran parlare della mancanza di educazione civica da parte di molti cittadini che sporcano, parlano ad alta voce, non rispettano i vicini, e altro ancora.
L’episodio accaduto in consiglio comunale sta a dimostrare che l’esempio viene dall’alto e come si dice “il pesce puzza dalla testa.”
Se nella massima assemblea di un Comune, i massimi rappresentanti della comunità si comportano in questo modo,
dobbiamo dedurre che costoro si comportano così anche nella loro vita civile, così nelle loro case, esempio edificante per i loro figli e i loro amici.
In realtà dopo costoro si lamentano degli altri, magari degli immigrati, hanno paura di tutto e si mettono al sicuro spendendo cifre colossali per mettere telecamere dappertutto, per poter controllare i trasgressori e i maleducati!
Una proposta sarebbe mettere le telecamere in consiglio comunale. Che ne dite?