“Città”… la stazione ferroviaria non va abbandonata!

9 10 2009

 Pensilina                  La neo Città come Cassano ha una delle stazioni ferroviarie peggiori della linea Milano – Bergamo. Consapevole dei lavori in corso (o meglio a rilento) che caratterizzano da anni tutto il comparto della zona stazione non è giustificabile che quella di Cassano sia la più fatiscente rispetto a tutte le altre, anche di minore affluenza, presenti lungo la stessa linea ferroviaria.
A Cassano da settembre con l’apertura delle scuole, del liceo e degli uffici non è stata effettuata nessuna modifica per migliorare i servizi di trasporto al contrario delle nuove stazioni inaugurate di recente sulla stessa linea MI-BG come Arcene, Stezzano e Levate. Stazioni nuove di piccoli Comuni che hanno pianificato e incrementato la frequenza dei treni in coincidenza con l’orario scolastico… hanno sfruttato il passaggio della linea ferroviaria per incentivare gli spostamenti col trasporto pubblico, incrementato l’afflusso di studenti nelle scuole comunali e riqualificato il territorio comunale (hanno persino attivato il servizio di bike-sharing tradotto “condivisione della bicicletta”). Gli altri sì mentre Cassano sta a guardare.
La stazione ferroviaria di Cassano ha una sala d’attesa sporca, una nuova macchinetta automatizzata per l’emissione dei biglietti fuori servizio da più di un anno, posti – auto “fai da te”, un accesso stradale senza marciapiede e giardinetti pubblici da riqualificare perché poco utilizzati.

A Cassano i pendolari diretti a Bergamo possono sperare in una sola corsa in orario di punta, alle ore 8.00, e poi il vuoto, come una di quelle piccole stazioni dei villaggi andini! Questo basta per scoraggiare anche i più volenterosi, quelli che anche se i sedili del treno sono sporchi fanno uno sforzo per lasciare la macchina nel garage (se ce l’hanno) perché credono (o almeno lo vorrebbero) che non sia impossibile andare al lavoro in treno.

Mentre il Comune di Treviglio ha inaugurato il nuovo servizio navetta, Cassano peggiora e naviga in acque torbide, i cassanesi pendolari più fortunati sono costretti a prendere la macchina e avviarsi verso l’autostrada oppure a recarsi a Treviglio in macchina (alla faccia della disincentivazione del proprio mezzo) per raggiungere il parcheggio (nuovo) della stazione di Treviglio: da qui il treno per Bergamo passa ogni 30 minuti… un’oasi felice!

Una giornata di lavoro e poi il traffico del rientro oppure l’incolonnamento sul ponte dell’Adda tutti vicini insomma (quasi come un treno pieno) e così via… Domani è un altro giorno (sì però forse a Treviglio o ad Arcene è meglio!).

Mi auguro che i festeggiamenti e i riconoscimenti per l’aumento dei cassanesi residenti si riscontrino anche in miglioramenti dei servizi e della qualità della vita cassanese: amministratori non chiudete gli occhi!!!





LA CITTA’ DI CASSANO

9 10 2009

Diventare città non è come diventare cavalieri per anzianità di servizio, a fine carriera.

Diventare città è sopratutto un impegno, culturale, civile, politico, è una sfida verso un futuro che appare complesso, certamente diverso dal passato, non dal lontano passato, ma solo da ieri.

Cassano è diventata città. Come ci ha spiegato il Sindaco, ne aveva tutti i requisiti, e noi cittadini ne siamo felici.

Tuttavia qualche dubbio francamente rimane. Per esempio Cassano non ha un teatro o se preferite, un vero auditorium: quando fu proposto, ed era bello e di costo sostenibile, nessuno l’ha voluto, c’è stato chi ha preferito perdere le elezioni pur di non avere l’auditorium. Quello che ci propongono nell’area Polo della Sicurezza (chissà perché questa collocazione inconsueta) non è neanche l’ombra di un auditorium, è una modesta sala conferenze.

Queste sono carenze grosse, ma ce ne sono di piccole, tuttavia molto significative per una città culturalmente e politicamente aperta: per esempio nella nostra emeroteca l’amministrazione ha fatto mancare un giornale a diffusione nazionale come Repubblica. Una scelta culturalmente e politicamente miope di un assessore? Dicono di sì, e non si capisce quale ragionamento abbia fatto dal momento che il Sindaco non manca occasione di auspicare la collaborazione della opposizione e delle liste civiche. Si prendono il gusto di una meschina ripicca, levano il giornale radical chic, secondo la loro trita definizione, e si alienano definitivamente le simpatie dei liberal, radical ecc non chic che vivono nella città di Cassano. Operazione astuta e intelligente. Complimenti.





L’INDIANO DORMIENTE

4 09 2009

Sono rimasto colpito dal marziale intervento dell’assessore Colombo nei confronti dell’indiano che dormiva su una panchina.

Dovrei dire colpito e indignato, perchè confesso che nutro per gli indiani una particolare simpatia. Sono stato almeno una trentina di volte in India per motivi di lavoro e raramente ho avuto partner più efficienti, onesti, disponibili. Ma non è di “questi” indiani che vorrei parlare, bensì degli altri, quelli che ho visto per le vie della vecchia Delhi, il campione più sconvolgente della indigenza umana.

Porto ancora dentro di me i visi, gli occhi delle bambine che mi chiedevano una rupia, delle vecchie che mi seguivano avvolte nei loro stracci, vedo ancora il sorriso

di una donna col bambino in braccio che ha rincorso me e mia moglie per ringraziarci di un cappello di paglia del valore di mezzo dollaro che mia moglie aveva abbandonato su una panchina perchè le dava fastidio.

Probabilmente è da questi luoghi che viene il nostro indiano, che aveva pure precedenti penali, certamente meno gravi di quelli di un buon numero di nostri parlamentari.

Ovviamente l’India in questo caso è solo un pretesto. Non sono mai stato in Africa, dove forse è anche peggio, ma in India quello che colpisce è la “concentrazione” della miseria.

Non mi nascondo certo che l’immigrazione clandestina è un problema per la nostra società, ma mi rendo anche conto che nessun Vallo di Adriano, nessuna Grande Muraglia è mai riuscita ad arginare una vera trasmigrazione di popoli, che è quello che sta succedendo oggi.

Non intendo dare facili ricette, che del resto non esistono, voglio solo dire che, pur tra immani difficoltà, non bisogna dimenticare che di uomini si tratta e che certi problemi locali possono essere trattati con maggiore umanità.

L’immagine di un assessore che, armato della spada fiammeggiante di un cherubino, si butta su un povero indiano addormentato, che perseguiterà, se necessario, con una interpellanza parlamentare, mi fa paura, mi da l’impressione di essere sull’orlo di un abisso.

Perfino la biologia evoluzionistica ha riconosciuto l’importanza fondamentale della “compassione” nell’ambito della specie, proprio per la sopravvivenza della specie stessa.

Io sono un vecchio laico incallito, ma ricordo sempre con ammirazione Giovanni XXIII che alla domanda “Quando era Delegato Apostolico in Turchia come ha fatto a stringere rapporti così cordiali con i turchi ?” rispose “Prima di tutto ci siamo amati”.

Amore è una parola grossa, poteva essere consona a questo personaggio, a noi basterebbe solo un po’ di umanità.

Vorrei vivere in un paese, chiedo scusa in una “città”, che si difende giustamente dal crimine, ma che non si trasforma in una cittadella blindata, come i vecchi borghi medievali, quando l’Europa contava in tutto 60 milioni di abitanti.

 

Italo Paini





E’ MORTO SILVIO.

5 07 2009

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Ho conosciuto Silvio Villa una quindicina d’anni fa. Immediatamente mi propose di associarmi all’ANPI, con la qualifica ANTIFASCISTA. Poco dopo mi promosse segretario. Ma faceva tutto lui.
A Natale mi invitava a vedere il grande Presepe animato che preparava per i suoi figli e per i suoi nipoti, orgoglioso di un lavoro che lo teneva occupato per mesi. Un presepe che occupava l’intera stanza da pranzo!

Ho partecipato con lui alle assemblee provinciali dell’ANPI a Milano, dove era riverito come un importante esponente.
In quegli anni mi parlava di una riedizione di un libro INTERNATO N. che aveva scritto nel 1975 e che era stato stampato in proprio, ciclostilato.
Essendo un esperto di grafica, mi proposi di curarne una edizione “libro” ed insieme a Lino Pelanda, Pasquale Mantegazza e il sostegno economico dell’ARCI, realizzammo una stampa ben curata per porlo all’attenzione di un pubblico più vasto.
Nelle assemblee dell’ANPI installavamo un banchetto di vendita e i libri venivano acquistati da molti convegnisti.

Successivamente decise di pubblicarne un altro dal titolo LA MEMORIA PRESENTE e da Assessore alla Cultura, con il consenso di buona parte di cittadini anche politicamente avversi alle sue idee politiche, ne proposi la pubblicazione.
Il libro con la collaborazione di un giornalista professionista, Guido Tedoldi, fu editato dall’Amministrazione Comunale e venne ufficialmente presentato durante una giornata dedicata alla Memoria e al 25 aprile.

Silvio fu molto felice: era la prima volta che otteneva un riconoscimento ufficiale dalle Istituzioni, dopo anni di impegno sociale per difendere i valori della Costituzione Italiana nel rappresentare quella parte della storia legata all’antifascismo.
Silvio, nonostante la nostra sincera amicizia, era molto rispettoso del mio ruolo di Assessore, ruolo che anche lui aveva ricoperto negli anni ‘70.
Io lo rispettavo nello stesso modo perchè Silvio era una persona perbene, onesta e leale.
Era un vero democratico, coerente e solido nei suoi principi morali, rispettoso delle idee di tutti e infine, non ultimo, amante davvero della sua Cassano!
Credo che non lo dimenticheremo facilmente.

Augusto de Stasio





UNA VIA PER SILVIO

5 07 2009

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Quante strade portano nomi di personaggi che non conosciamo; sono quasi sempre persone che hanno ben meritato nella memoria dei contemporanei, che i contemporanei hanno voluto ricordare.

Tuttavia è giusto il ricordo, è giusto che i contemporanei vogliano lasciare una traccia delle persone che per loro hanno rappresentato qualcosa.

Noi vogliamo, vorremmo, una via col nome di Silvio Villa.

Non è stato un eroe, non è stato un grande scrittore, è stato uno di noi che però, a differenza di molti di noi, ha mantenuto diritta la sua strada, è passato attraverso le bufere del nostro tempo senza perdere la bussola.

E’ restato in un campo di sterminio nazista piuttosto che servire la repubblica di Salò, tornato in Patria ha continuato con lo stesso spirito a testimoniare la sua fede nella libertà e nella democrazia, fino agli ultimi giorni.

Pensiamo che si meriti una via nella sua città.





POLO DELLA SICUREZZA

28 03 2009

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Cari Cittadini,
l’esempio riportato sotto dimostra come si è abituati a far gareggiare gli studi professionali per le opere pubbliche nel nostro paese!
E’ un metodo caro alla vecchia abitudine di voler favorire gli amici degli amici, senza garantire un rapporto di parità tra coloro che hanno adeguata e maggiore esperienza di progettazione.
Al di là della miope scelta politica, uno studio professionale avrebbe “consigliato” ai nostri amministratori l’assurda incompatibilità di costruire un “Auditorium” in un luogo ove alloggeranno le forze di polizia o i centri di assistenza medica o sociale.
L’Auditorium è un luogo di incontro collettivo, un luogo pubblico per attività culturali che richiede una progettazione di spazi ben diversi: palco, camerini, illuminazione, acustica debbono essere adeguati e progettati da esperti perchè è rivolto alla professionalità degli operatori e al godimento dei cittadini. E non ultimi i parcheggi.
Inoltre il costo.
Sapete quanto è costata la progettazione di un’opera con un vero Auditorium (quello della scorsa amministrazione) con spazi dedicati a scuole di musica, pittura, banda, ecc, ossia per tuttele funzioni artistiche locali e in più, di dimensioni triple?
€ 129.000 contro € 182.000 di quello attuale proposto!
Pensateci.





UNA GARA “CALDA” – IL POLO DELLA SICUREZZA

3 03 2009


L’8 agosto 2008, quando la calura estiva e la consuetudine inducono cittadini, studi professionali e aziende a sospendere o rallentare l’attività o quantomeno a programmarne la sospensione, i nostri intrepidi amministratori lanciano un bando di gara per la “progettazione definitiva ed esecutiva delle opere di realizzazione del polo della sicurezza e auditorium”.
L’espressione è un po’ ridondante, ma in fondo è chiaro che si tratta dell’avvio dell’opera pubblica che dovrebbe caratterizzare l’operato della presente amministrazione, dal momento che tutte le opere in corso (tangenziale, biblioteca, palazzo Cornaggia-Medici) erano state decise ed avviate dalla precedente.
Le offerte devono essere presentate entro le 12.30 del 4 settembre 2008.
Una vera corsa contro il tempo per i poveri offerenti, salvo che qualcuno, per puro caso, abbia già qualcosa di pronto nel cassetto, come talvolta capita.
Comunque alla scadenza quattro imprese presentano le offerte e, dopo l’adeguamento di quelle incomplete, si arriva alla aggiudicazione che vede favorito uno studio di Milano sulla base di parametri che riguardano la professionalità e qualità dell’offerta, la riduzione del prezzo e la riduzione dei tempi.
In realtà questo studio è, tra i concorrenti, quello che ha il punteggio più basso sulla riduzione del prezzo e dei tempi, mentre ha il punteggio nettamente più alto sulla professionalità e qualità dell’offerta, parametri che non possono prescindere da una certa discrezionalità di giudizio, a differenza dei “numeri” che indiscutibilmente caratterizzano il prezzo e i tempi.
Risultato è che il 12 di settembre lo studio milanese si aggiudica la fornitura col punteggio più alto, ma anche col prezzo più alto.
Il 13 novembre 2008 la Giunta affida allo stesso una rielaborazione del progetto per renderlo più funzionale ed il 23 novembre 2008 viene approvata l’integrazione di incarico per l’importo aggiuntivo di € 20.000 che sommati all’ordine base di € 162.862 portano il totale dell’ordine a
€ 182.862 assai prossimo alla base d’asta che era di € 186.128
A questo punto forse gli altri concorrenti si mordono le mani.
Non è certo questa la sede per verificare la legittimità della procedura, ma l’esame attento delle carte lascia insoddisfatti e non è bene che i cittadini rimangano insoddisfatti perché in fondo sempre soldi loro sono.





CASE PASSIVE

9 01 2009


Pare che la frittata sia fatta, il megaquartiere fortissimamente voluto dalla nostra amministrazione, il quartiere che porterà alle casse comunali un po’ di soldi per tentare di ricuperare quelli sperperati in iniziative discutibili, molto discutibili, il quartiere ex Veca si farà.
Quattro o cinquecento abitanti in più, con tutte le loro esigenze, di riscaldarsi, di prepararsi il cibo, di lavarsi la biancheria, di scaricare i loro reflui, umani e tecnologici.
Ci si è giustamente preoccupati dell’impatto sui servizi, che già sono scarsi in zona, sulle scuole e sugli asili, sulla assistenza agli anziani (ce ne saranno pure).
Ma nessuno si è preoccupato dell’impatto ambientale, del fatto che in ultima analisi, teleriscaldamento o no, si brucerà un po’ più di metano (sempre che l’Ucraina ce lo consenta), si contribuirà nel nostro piccolo all’effetto serra e allo sbilancio energetico che affligge il nostro paese.
Non ci risulta che la nostra amministrazione abbia in qualche modo fatto riferimento a questo importante effetto dell’entusiasmo edificatorio.
Non sarebbe il caso che la nostra sagace amministrazione, con una mossa intelligente e all’avanguardia imponga ai costruttori di questo quartiere la progettazione di “case passive”?
Per chi non lo sapesse sono case costruite in modo da non richiedere praticamente il riscaldamento invernale (con ovvi vantaggi anche d’estate). E non si creda che la cosa non sia fattibile anche alle nostre latitudini: se noi siamo vicini al 45° parallelo, Darmstadt è vicina al 50° parallelo, ben più a nord di noi.
Costano un po’ di più, è vero, ma la differenza è contenibile al di sotto del 10 % ( a Darmstadt tra il 5 e il 7 %), un valore che, in termini assoluti, è ricuperabile in pochi anni di esercizio.
Una bella sfida, tecnologica ed ecologica, ma non una avventura perché la tecnologia esiste ed è ormai largamente sperimentata.
Vogliamo tentare di fare della nostra città un esempio di lungimirante amministrazione?
Vogliamo destare l’interesse delle persone intelligenti e fare che Cassano diventi meta di un nuovo turismo ?
Si consideri che la nostra civiltà è bella e comoda, ma è anche la civiltà degli sprechi ed è dalla economia energetica che si deve partire se vogliamo salvare il salvabile e qualcuno deve pure incominciare: quale splendida occasione!





Le nuove villette

3 01 2009

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La decisione di realizzare nuovi insediamenti abitativi di una certa rilevanza si pone all’attenzione di tutti e, aldilà della discussione politica e del rapporto con la minoranza, saranno i cittadini a giudicarla.
In mancanza di una corretta pianificazione urbanistica e di una capacità di elaborare un bilancio amministrativo moderno, si cercano soluzioni e fondi per sanare i buchi di un bilancio evidentemente gestito male.
In questo caso i soldi dei costruttori per l’urbanizzazione, risolvono il problema velocemente.
Certo i soldi fanno gola ma che dire?
Visto che tengono tanto al passato, senza voler a tutti i costi realizzare nuove costruzioni, non sarebbe stato opportuno prendere in esame altre importanti iniziative come, ad esempio, il restauro o il progetto del linificio, una importante architettura industriale già esistente, bisognosa di cure e restauri per la memoria storica di Cassano d’Adda?.





BILANCIO 2008

3 01 2009


Cari cittadini,
nel precedente numero di questo foglio ci siamo soffermati sulla maleducazione e l’arroganza dei consiglieri di maggioranza in consiglio comunale.
Ma qual’era il motivo del contendere?
Era l’approvazione di una urbanizzazione in via di Vona, nell’area ex Veca, ex Harry, di un’insediamento costruttivo di circa 120 appartamenti con palazzi alti fino a 5 piani, per un totale di 400 nuovi abitanti.
In questa occasione non entriamo nel merito ma teniamo a far notare ai cittadini che dopo circa tre anni dall’insediamento di questa Amministrazione, questo è stato il primo atto importante approvato.
Finora si sono basati su decisioni ed iniziative precedenti, hanno fatto inaugurazioni,
si sono lamentati della precedente amministrazione, hanno fatto annunci di nuovi edifici e di “scavi faraonici”, hanno installato telecamerine sui semafori, eseguito manutenzioni di ordinaria gestione e anche di scarsa qualità, organizzato iniziative da luna-park, ma nulla di particolarmente interessante per la crescita o la qualità di questa cittadina.
Questo è in effetti il primo atto di una certa rilevanza approvato in tutta fretta per una pura operazione economica:
ottenere dall’impresa costruttrice i soldi dell’urbanizzazione per poter sanare, entro l’anno, il bilancio comunale 2008.